Archivio della categoria: Lavoro

Come far emergere un brand aziendale

La scrittura da sempre è un modo per riuscire a emergere, se poi parliamo di web dobbiamo ricordarci che negli ultimi anni c’è stata una vera e propria fioritura di blog. Spazi in cui si parla di tutto e delle proprie passioni e a volte senza volerlo si suscita l’interesse di una certa nicchia.
Aprire un blog non è difficile, ci sono molti spazi su internet che danno la possibilità di aprirlo completamente gratis e decidere in seguito se comprare un nome a dominio. Valutazioni che vanno fatte al momento a seconda di quelle che sono le necessità del privato o dell’azienda.
Avere un’azienda e decidere di tenere un blog è una bella combinazione, consente di poter intercettare un’utenza di persone interessate alla nostra nicchia senza per questo dovergli vendere qualcosa. Il blog è per prima cosa uno strumento per comunicare.
Non nasce con l’intento di creare vendita almeno non diretta, nasce con l’intenzione di rappresentare una sorta di diario di bordo nel quale poter scrivere delle proprie passioni o di un argomento specifico nel quale si è esperti.
Creare interesse per un blog o traffico vuol dire per prima cosa riuscire a scrivere di argomenti interessanti che piacciono alle persone. Un’azienda che produce serramenti ad esempio, potrebbe tenere un blog su come conservare e mantenere nel corso del tempo la bellezza dei serramenti montati.
In questo modo avrebbe sicuramente un ritorno d’immagine e nello stesso tempo creerete un canale privilegiato con il vostro cliente o navigatore che arriva sul vostro sito. Quello che su un blog funziona è il contenuto di qualità e utile alla soluzione di problemi specifici delle persone.
Il blog non deve mai essere promozionale e legato a quello che si vende, deve costruire un rapporto di fiducia e dare un valore aggiunto.

Non bisogna però sottovalutare, per costruire un brand, i metodi tradizionali di promozione: poster, biglietti da visita e flyer. Affidatevi però ad aziende sempre preparate e professionali; oggi in rete operano aziende, come Exaprint,  che forniscono servizi online con tempi rapidissimi e prezzi concorrenziali.

Investigatore privato: quanto costa?

Ogni investigatore privato è tenuto a rispettare, nello stipulare i contratti di prestazione professionale, i limiti tariffari previsti dalle tabelle, debitamente affisse alla visione del pubblico nella sede dell’Istituto, approvate dalla Prefettura di competenza, al fine di evitare forme di concorrenza sleale.

Tali costi debbono poi essere chiaramente espressi anche nel mandato professionale necessario per attivare un servizio investigativo in modo chiaro ed evidente .

Queste sono premesse doverose e recinti normativi espressi che inquadrano l’ambito deontologico dei detectives privati, i quali debbono riferirsi a norme piuttosto chiare e definite anche nei provvedimenti attuativi collegati al Decreto Ministeriale 269/2010 che ha riformato il settore.

Tuttavia non è sempre lineare comprendere quanto costa un investigatore privato, poiché le agenzie investigative applicano spesso criteri molto differenti; alcuni istituti di investigazione tendono a forfettizzare i compensi rendendoli giornalieri, altri invece praticano delle tariffe orarie.

Ma se il costo della prestazione investigativa nella maggior parte dei casi è chiaro, non sempre viene evidenziato in modo del tutto comprensibile se si tratta di un costo finale oppure un costo ad investigatore impiegato.

E’ chiaro, nel caso dell’applicazione di un costo forfettario, che vi sono meno dubbi interpretativi e che spesso il costo è definito a prescindere dal numero degli investigatori utilizzati mentre nel caso di un “costo aperto” che si ha quando viene applicata una tariffa oraria, se non vengono precisate già in sede di incarico le ore massime da svolgere nei giorni di indagine, ed il numero degli investigatori da utilizzare, i conti finali possono riservare sgradevoli sorprese, a prescindere dal conseguimento del risultato dell’investigazione.

Va certamente letto con attenzione il modulo di incarico investigativo andando a verificare con cura soprattutto le clausole inerenti il rimborso delle spese (ad esempio le spese di trasferimento, di soggiorno o afferenti ticket di ingresso in locali) ed eventuali costi aggiuntivi riguardanti lo sbobinamento e la fascicolazione delle relazioni investigative.

Un serio investigatore privato di solito non ha bisogno di “giocare sull’equivoco” e quindi tali elementi variabili seppure leciti (il detective non può sapere a prescindere quanti chilometri dovrà percorrere o se il soggetto da pedinare entrerà o meno in un albergo) vengono precisati con chiarezza ed evidenza al cliente, mentre in alcune occasioni potrebbero essere inseriti in clausole non evidenziate a caratteri cubitali.

In ogni modo il costo dell’investigatore non è determinato solo dalle ore o dai giorni impiegati ne meramente dal numero dei detectives che si concentrano sul caso, ma anche dal grado di complessità delle indagini commissionate: per questo un’investigazione per accertare un’infedeltà coniugale non avrà di solito lo stesso costo di un’indagine difensiva o di attività investigative per il controspionaggio aziendale.

Mediamente il costo di un’investigazione può variare dai 1.200,00 ai 3.500,00 Euro per 4/5 giorni di investigazione, che non necessariamente debbono essere consecutivi e concatenati.

Se il legislatore non ha potuto asetticamente determinare quanto costa un investigatore privato, è potuto invece intervenire sulle caratteristiche del mandato investigativo che sono disciplinate nel già citato DM 269/2010.

Diventare artigiano

Un autore anonimo del web ci regala queste parole: “La questione da risolvere è se conviene che l’artigianato cerchi di emulare la struttura intellettuale dell’arte. Ritengo che non convenga e che la ricerca di un’eguaglianza con l’arte si sia rivelata nociva per l’artigianato.”. Già, perché in questa sede vogliamo proprio rivolgerci a chi sogna di diventare artigiano, ma prima di tutto occorre fare una precisazione: per essere un ottimo artigiano, bisogna nascere artigiano. I migliori artigiani sono figli di famiglie di artigiani, di persone che con la fatica, la pazienza e tutto l’amore del mondo hanno voluto trasmettere ai propri pargoli l’arte dell’artigianato. Già, perché l’artigianato è una vera e propria forma d’arte. Quante volte, anche voi, avrete sentito dire “questi sono prodotti di artigianato!”, “quel negoziante là è un artigiano bravissimo!” e via dicendo. Ma che cos’è l’artigianato e chi è l’artigiano. L’artigianato è la produzione di oggetti, di qualsiasi genere, realizzata servendosi unicamente del proprio lavoro, della propria tecnica, della propria fatica, delle proprie conoscenze, delle proprie tecniche e della propria passione per questo tipo di lavoro, e l’artigiano è colui, o colei naturalmente, che produce gli oggetti di artigianato. Diventare artigiano è possibile, e per quanto esistano delle scuole e dei corsi molto qualificati, la scuola migliore per diventare un vero e proprio professionista è quella di recarsi presso un artigiano che, nonostante tutto, ha continuato e continua la sua attività di bottega. Ancora oggi, in alcuni paesini, ma non solo, anche nelle grandi città, è possibile trovare delle piccole botteghe di artigianato, all’interno delle quali si possono vedere uomini e donne, giovani, ma soprattutto in tarda età, che con amore e cura producono gli oggetti come venivano prodotti una volta. Se il tuo sogno è quello di diventare artigiano non aspettare, contatta un bravo artigiano e fatti insegnare tutti i trucchi del mestiere!

Diventare falegname

Se mastro Geppetto era il vostro personaggio preferito dei cartoni quando eravate bambini, allora coltivate senz’altro il sogno di diventare falegname! Questo mestiere era molto richiesto in passato, in quanto il principale veicolo per riscaldarsi durante la fredda stagione era rappresentato dalla stufa, la quale necessitava di un gran quantitativo di legna per funzionare. Anche coloro che richiedevano ai falegnami delle lavorazioni specifiche con il legno erano numerosi, mentre al giorno d’oggi, complice anche la grande distribuzione che consente di accedere a prodotti di buona qualità a prezzi ridotti, la professione del falegname sta lentamente scomparendo. I professionisti che sopravvivono sul mercato, nonostante la forte crisi economica che sta colpendo l’Italia e l’Europa, sono coloro che sono riusciti a rivalutare la loro professione, ampliandola e affinandola, creando manufatti di elevatissima qualità su commissione dei propri clienti.

Se volete diventare falegname è molto importante che seguiate un corso apposito, dopo il conseguimento della licenza media o del diploma, il quale solitamente viene tenuto dalla scuola di Arti e Mestieri e che vi consentirà di apprendere tutte le basi, sia a livello teorico che pratico, con numerose esercitazioni presso i laboratori e tirocini nelle botteghe artigianali, per comprendere bene le dinamiche inserite in codesta professione. Se avete un parente che possiede un laboratorio di falegnameria avrete la possibilità di proseguire tale mestiere, altrimenti, al termine del percorso formativo, dovrete contattare le botteghe per proporvi inizialmente in qualità di assistenti e auspicare poi di essere assunti in qualità di artigiani.

Scegliete di proseguire il mestiere dei vostri avi e imparate a plasmare il legno, realizzando pregevoli manufatti: scegliete di diventare falegname

Come richiedere una visura camerale

 

La visura camerale è un documento rilasciato dal registro delle imprese, o camera di commercio, che riporta tutti i dati e le informazioni relative ad un’azienda e quindi capitale sociale, ragione sociale, partita Iva e così via.
La visura camerale può essere di due tipi ovvero storica e ordinaria e la differenza sta nel tipo di dati che queste riportano. La visura ordinaria è sostanzialmente quella che include tutti i dati dello stato attuale dell’azienda e quindi tutto quello che riguarda il presente.
Al contrario la visura camerale storica riporta tutto ciò che è successo all’azienda dalla sua fondazione ad oggi e quindi vari passaggi di proprietà che ha subito le mutazioni del tipo di società e via dicendo.
Ma come e chi può richiedere la visura camerale?
Il documento può essere richiesto da chiunque senza problemi e per farlo abbiamo diversi sistemi.
Prima di tutto possiamo recarci presso il registro delle imprese del nostro distretto di appartenenza e fare la richiesta all’apposito sportello ovviamente attendendo i tempi necessari e pagando i costi di segreteria.
Il secondo sistema è quello di ricorrere ad una delle numerose agenzie intermediarie presenti online facendo richiesta direttamente sul loro sito.
Una di queste agenzie ad esempio è homeonline.it la quale consente tramite il sito di richiedere in modo facile e veloce diversi tipi di documenti tra cui anche la visura camerale.
Per farlo basta entrare nell’apposita sezione del sito e inserire i dati richiesti. Dalla pagina è possibile conoscere il costo del servizio così come anche i tempi di consegna e selezionare anche l’opzione “urgente” che però ovviamente ha costi diversi. Così facendo possiamo ottenere in tempi rapidi la nostra visura camerale comodamente da casa.

 

Allacciarsi le scarpe

Oggi vi spieghiamo i sistemi più efficaci su come allacciarsi le scarpe.

I lacci delle scarpe sono una delle prime cose contro le quali ci troviamo a combattere da bambini. Non per niente quando parliamo di qualcuno immaturo diciamo: quello non sa ancora allacciarsi le scarpe da solo!

Questo vale soprattutto per i vari modelli di scarpe da ginnastica. Non per niente negli anni si sono sviluppati tantissimi modelli per evitare questa rottura di scatole di allacciarsi le scarpe. Fra i metodi più sperimentati possiamo sicuramente ricordare il modello senza lacci e con la chiusura a velcro. Avevano sì il pregio della regolazione rapida ma a quanto mi ricordo io avevano per contro il fatto dell’usura e della strizzatura del collo del piede nei punti dove c’era il velcro.

Per un certo periodo i colossi delle calzature sportive hanno tirato fuori un curioso metodo di allacciamento con una  rotella posta sopra il collo del piede: è durato un lampo e poi è scomparso dalla produzione.

Devo ammettere che io sono rimasto fedele al tipico modo di “allacciamento”, quello tradizionale con i lacci.

Qui sotto vi abbiamo selezionato i migliori video che vi illustrano i migliori e più conosciuti metodi per allacciarsi le scarpe.

 

Qui un altro video sui vari tipi di allacciatura di scarpe:


Date ora un’occhiata a questo ragazzo su come riesce ad allacciarsi le scarpe senza usare le mani: